Una giornata ospite di Adidas

Tra le mie varie passioni c’è la corsa in montagna, ho corricchiato da sempre, ma colui che mi ha avvicinata del tutto alla corsa è il mio Fra’.
Lui pratica la corsa ormai da anni, ha corso gare da più di 100km e con dislivelli impressionanti ed è al momento tra gli atleti più forti in Italia, è il mio eroe!! ❤
Francesco scrive per “Spirito Trail”, una rivista di corsa in montagna e venerdì scorso l’ho accompagnato a una giornata organizzata da Adidas dedicata alla presentazione della linea Terrex primavera/estate 2013.
Durante la giornata mi hanno dato da testare il sottogiacca, il guscio e le scarpe in goretex che indosso nella foto.
Qualora foste appassionate di montagna e aveste dubbi sull’attrezzatura ecco a seguire una piccola recensione del materiale..

SCARPE TERREX FAST X

Normalmente quando vado in montagna non uso scarponcini, ma le scarpe da trail running di Salomon che solitamente uso per correre perché sono più leggere e comode, o altrimenti uso il mio ultimo acquisto, un paio di scarpe minimali di Brooks con suola da 4 millimetri.
Ho sempre avuto preconcetti verso gli scarponcini, questo a causa delle molteplici slogature avute nell’arco di tutta la mia vita per via di quel maletto collo alto del piede. Infatti non è vero per niente che una scarpa alta protegge la caviglia, te la protegge solo sulle storte da nulla, sui colpi seri invece peggiora solamente la situazione facendo da leva sull’osso.
Per quanto riguarda la Terrex Fast X di Adidas, pur essendo una scarpa altina, posso dire parole positive:

  • il collo della scarpa sostiene il piede ma lascia la caviglia libera prevenendo insaccate;
  • hanno un buon grip, migliore rispetto a quello di altre scarpe grazie alla partnership tra Adidas e Continental che ha permesso di sviluppare suole con un grip maggiore del 30% rispetto alle altre. Io personalmente le ho provate su un sentiero particolarmente scivoloso e devo dire che hanno sempre tenutob bene;
  • sono di goretex a hanno avuto ottima resistenza alla pioggia torrenziale della giornata;
  • hanno una suola con una forma particolare sul tacco che facilita la rollata in discesa, evitando fastidiosi colpi al piede e alle articolazioni.

LATI POSITIVI:

  • aspetto troppo urban, stile baskettaro;
  • prezzo un po’ altino (165€) siccome adidas si è affacciata da poco nell’outdoor, forse avrebbero giovato dei prezzi più competitivi per affermarsi sul mercato. Ad ogni modo 165€ è comunque un range di prezzo nella norma quando si acquistano capi in goretex

UTILIZZO:

  • chiaramente essendo in goretex queste scarpe non vanno assolutamente utilizzate l’estate durante le classiche belle giornate assolate, pena: piedi stagni, sudati effetto sauna e vesciche ai piedi;
  • ideali per il bagnato e per climi rigidi;
  • impiego ideale: accompagnate da un paio di ghette saranno le mie scarpe di punta per le gite con le ciaspole quest’inverno poiché sono impermeabili, proteggono bene ma hanno flessibilità e hanno una suola alta che isola dal freddo.

GIACCA TERREX + SOTTOGIACCA

Dopo aver messo alla prova guscio e sottogiacca sotto la pioggia a 2000 metri dalle parti del monte Peller nel gruppo Brenta, siamo scesi a valle dove ci aspettava l’Adidas Van, un furgone attrezzato per testare il materiale.
Qui sopra potete vedere appunto una foto di me nel Van alle prese con raffiche di vento e getti d’acqua.
Impressioni sulla giacca..

PRO:

  • non è in goretex, è in cocona, un tessuto trattato con le fibre di cocco che è più traspirante, ecologico e a differenza del goretex non perde impermeabilità col tempo;
  • ha veramente un’ottima vestibilità;
  • utili le aperture sotto le braccia.

CONTRO:

  • essendo una giacca da condizioni estreme ma con un attitudine urban avrei aggiunto una tasca interna e magari la predisposizione per l’i-pod;
  • siccome quando si fa alpinismo spesso durante la salita la giacca si tiene nello zaino, avrei predisposto la possibilità di richiudere la giacca in una tasca o sacchettino al fine di ridurre gli spazi.

Bilancio della giornata?

Ottimo direi, il brutto tempo ha reso giocosi i test materiali, ho visitato nuovi posti in montagna, conosciuto gente veramenete in gamba, ho trovato probabilmente un aggancio per la mia tesi di laurea sul futuro della CSR,  ho scoperto nuove cose sui materiali tecnici e un super pranzo in rifugio a 2000mt… Che volere di più?

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