Confettura di prugne – il viaggio delle prime volte

PRUGNE1

Arriva per tutti prima o poi il momento della marmellata fatta in casa, quella vera, a cottura lenta, quella della goccia sul piattino..

Io c’ho messo un po’. Vuoi lo spavento preso da piccola con le qualità enormi di marmellata di fichi fatta da Nonna Carla (qui solo a me i fichi non piacciono, lo so) vuoi che c’è sempre stata in dispensa qualche vasetto del supermercato. Insomma il giorno arriva quando Carlo – suocero di cartavelina nonché proprietario della mia azienda agricola preferita – mi regala una valanga di prugne.. che ovviamente a casa mangio solo io! E mangiarle a tutte le ore del giorno avrebbe portato ad effetti collaterali 🙂

Che marmellata di prugne sia! Mi cimento quindi nella ricerca di ricettine leste e di facile preparazione per una novizia come me, ma… quanto zucchero! quanto glucosio! quanto gelificante!! L’idea è che se mi faccio la marmellata in casa dovrei avere un prodotto naturale no?

Quindi, la faccio così:

  • 1 kg frutta (col nocciolo)
  • 6 hg zucchero
  • 1/2 limone

Lavo le prugne e tagliandole a metà le privo del nocciolo, butto tutto nella pentola più alta che ho e ricopro con lo zucchero ed il mezzo limone spremuto. Lascio a macerare la frutta per 5 ore (se come me non siete impazienti potete far macerare l’intera notte). A me la marmellata piace abbastanza spalmabile quindi, trascorso il tempo di macerazione, frullo il tutto molto rapidamente e rimesso il composto in pentola butto sul fuoco a fiamma molto bassa. Mescolando spesso, quasi come se stessi preparando un risotto, faccio “sudare” la frutta fino a quando non vedo che lo zucchero si è completamente sciolto e la marmellata comincia a diventare via via più trasparente e lucida. A questo punto lascio andare per circa 30 minuti fino a quando raggiungo la consistenza giusta. La prova scientifica della cottura avvenuta si basa sul metodo casalingo: la prova del piattino! Verso un cucchiaino di marmellata sul piatto e inclinandolo vedo che scivola molto lentamente.

Spengo il fuoco e verso la marmellata bollente nei vasetti (che prima ho sterilizzato in acqua bollente) li chiudo immediatamente e li capovolgo coprendoli con un canovaccio. Una volta freddi li ripongo in dispensa.

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Ora in molti suggeriscono di consumare la marmellata dopo un mese (tempo che permette di verificare se la chiusura ermetica è effettivamente avvenuta e quindi se la marmellata si è “conservata” in buono stato), ma io ne ho aperto uno il giorno dopo per farci un’ottima crostata vegan!

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One thought on “Confettura di prugne – il viaggio delle prime volte

  1. Pingback: Crostata vegana (di Montersino) con confettura di prugne e mele | Poppy & Owl

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