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Crostata vegana con confettura di prugne e mele

Ed ecco quello che sarà l’ultimo post dell’anno (sì Ciccio, lo so che le frasi non si cominciano con le congiunzioni e ti assicuro che è nella lista dei buoni propositi per l’anno nuovo). Un anno un po’ strano, passato talmente in fretta da non lasciar apparente traccia di sé. Ciccio è tornato da Parma e ci siamo resi conto di essere sopravvissuti due volte: la difficoltà vissuta nel vedersi così poco sembrava doversi ripetere una volta che ci saremmo visti tutti i giorni, non è stato così! La Chiaretti si è laureata!! Angelina pure! Ho fatto delle cosine in università e incontrato la mia tesi, che però non si è dimostrata quella che sognavo (e che di nascosto sogno ancora). Mi sono appassionata alle nerdate con Stata. Ho sprecato una certa quantità e qualità del mio tempo in lavori che mai entreranno nel mio cv. Un’altra estate l’ho vista venire ed andarsene veloce senza vacanze, mi piace illudermi che sia l’ultima. Dopo il trasloco a Stravino mi sono praticamente auto-invitata nella convivenza (anche se ancora non ho le chiavi di casa). E’ arrivato Elio, il mio secondo fratellino, e giuro non credevo di poter amare così tanto qualcun altro. Giusto per finire in bellezza, ieri ho rotto il cellulare, sigh, però inizierò l’anno con qualcosa di nuovo. Ogni tanto il ritorno di qualche ombra del passato, a pensare “cosa sarebbe stato se…”, ma alla fine di tutto, in qualche giorno, mi sembra di essermi abituata a questa condizione che fino a poco fa mi era completamente estranea e sconosciuta.

E questa fine dell’anno la festeggio con una crostata tutta veg farcita con la mia confettura di prugne e le mele del Carletto!

IMCRKSTATA

La ricetta e le dosi sono quelle di Montersino, che però ho dimezzato!

difficolta

Facile

tempo

120 minuti

persone

 8 persone

ingred
250 gr farina
125 gr zucchero di canna
64 gr acqua
32 gr di olio di semi di girasole
32 gr di olio di oliva extavergine non troppo robusto
1/2 bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella

In un’ampia ciotola mescolare zucchero, sale e cannella con l’acqua, aggiungere poi gli olii e mescoliamo ancora. Inserire gli ingredienti secchi lavorando l’impasto molto velocemente con un mestolo. Spolverare ancora con un po’ di farina e, coperta la ciotola con della pellicola, fare riposare il tutto in frigo per un’oretta. Togliere l’impasto dal frigo e con i 2/3 rivestire uno stampo per crostata. Punzecchiare la base con i rebbi di una forchetta e versare sopra la marmellata di prugne e fettine di mela golden.

Con gli avanzi dell’impasto ricavarne delle strisce per decorare la superficie. Infornare in forno caldo a 170-180° e lasciar cuocere per circa 35-40 minuti.</>

 crostata e elio

P.S.:

La ricetta originale di Montersino prevede l’aggiunta di un cucchiaino di acqua, così che l’impasto diventi maggiormente malleabile, ma io non ne ho mai avuto bisogno. Ancora, prevede che dopo aver rivestito la base si riponga in frigo per altri 30 minuti… anche questo passaggio io l’ho saltato a piè pari: sarà colpa/merito del freddo..

Ovviamente: la marmellata può essere sostituita con quella che preferite! Io ho utilizzato la stessa ricetta per preparare una apple pie!
Vi lascio questo video super per prendere qualche spunto per fare i bordi delle crostate un po’ diversi dal solito http://www.youtube.com/watch?v=y9F7ZDnN2bU

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Quello sconosciuto del sedano rapa – facciamolo gratinato!

srapa

E così mi ritrovo in casa due rape di sedano in diretto arrivo dall’Azienda Agricola “La Nicchia”, un oggetto strano. Non avendolo mai incontrato prima ci metto un po’ per decidere come prepararlo, poi decido di mescolarlo con della patata perché non sono sicura che sia molto buono. Ci faccio un gratin al forno e rimango super soddisfatta del risultato! Sarà pure bruttino, bitorzoluto e difficile da pulire, ma vengo totalmente ripagata dal suo gusto così delicato.. è un brutto-buono anche lui!

Giusto per continuare l’elogio di questo piccolo nuovo amico sembra addirittura che abbia proprietà afrodisiache, almeno così vogliono antichi proverbi francesi secondo i quali “se l’uomo conoscesse l’effetto del seda ne riempirebbe il suo giardino”“se le donne sapessero l’effetto che il sedano produce sugli uomini lo andrebbero a cercare da Parigi a Roma”, ma guarda te che fortuna, sembra che lui mi sia venuto a cercare!

difficolta
Facilissimo
tempo
40 minuti
persone
 2/3 persone
ingred
1 patata
1 sedano rapa
pan grattato
aglio, olio evo, 
sale, prezzemolo

Pulire il sedano rapa e sbucciare la patata, tagliarli entrambi a fettine sottili. Cospargere una pirofila con dell’olio e adagiavi i due ortaggi alternandoli. In un mixer frullare il pan grattato con uno o due spicchi d’aglio, prezzemolo, un filo d’olio, e versarlo nella pirofila. Infornare per 30 minuti a 180° fino a quando non si avrà una bella crosticina e il pane si sarà imbrunito.. e se volete una bella grattugiata di parmigiano male non ci sta!

sedanorapa (2)

Buon… appetito! 

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Torta di mandarini senza bilancia

torta-mandarini

La stagione dei mandarini è arrivata ed io ne sono felicissima! Sentire il semplice profumo di un mandarino o una clementina sbucciati mi risveglia dai momenti più assorti e mi fa guardare tutto con un occhio diverso e più positivo. Ritorno con la mente a quando avevo 5 o 6 anni, la casa a Cevoli, mamma e papà e l’odore delle bucce di mandarino messe sulla piastra della stufa bianca. Ora la stufa non ce l’ho, ma quando vado a casa di Ciccio e posso farlo mi sento di nuovo una bambina.
E allora, senza ulteriori panegirici, di mandarini ne faremo una torta!

difficolta
Facilissimo
tempo
60 minuti
persone
 16 persone
ingred
6 mandarini
2 uova
8 cucchiai colmi di farina (200 gr)
6 cucchiai colmi di zucchero (150 gr)
10 cucchiai di olio di semi (80 gr)
1 bustina di lievito

Laverete benissimo i mandarini e li frullerete assieme, tenendone 3 con la buccia e 3 senza. In una ciotola sbatterete le uova con lo zucchero ed aggiungerete successivamente l’olio e il frullato di mandarini. Mescolerete bene limpasto amalgamento tutti gli ingredienti alla farina mescolata con il lievito.

Trasferirete in una tortiera imburrata e infarinata, infornando a 180° per 45 minuti circa.

torta-mandarini

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Confettura di prugne – il viaggio delle prime volte

PRUGNE1

Arriva per tutti prima o poi il momento della marmellata fatta in casa, quella vera, a cottura lenta, quella della goccia sul piattino..

Io c’ho messo un po’. Vuoi lo spavento preso da piccola con le qualità enormi di marmellata di fichi fatta da Nonna Carla (qui solo a me i fichi non piacciono, lo so) vuoi che c’è sempre stata in dispensa qualche vasetto del supermercato. Insomma il giorno arriva quando Carlo – suocero di cartavelina nonché proprietario della mia azienda agricola preferita – mi regala una valanga di prugne.. che ovviamente a casa mangio solo io! E mangiarle a tutte le ore del giorno avrebbe portato ad effetti collaterali 🙂

Che marmellata di prugne sia! Mi cimento quindi nella ricerca di ricettine leste e di facile preparazione per una novizia come me, ma… quanto zucchero! quanto glucosio! quanto gelificante!! L’idea è che se mi faccio la marmellata in casa dovrei avere un prodotto naturale no?

Quindi, la faccio così: Continua a leggere

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Pan brioche allo yogurt

PicMonkey CollagetyStamattina colazione con il mio primo pan brioche!
La genesi di questa torta mi vede arrivare a casa sfinita, curiosare in frigorifero e trovare un vasetto di yogurt aperto ormai da due giorni e tre ovetti di gallina non più troppo freschi.
Mentre pranzo inizio a pensare a cosa poter cucinare… Sette vasetti? la faccio sempre. Torta fredda allo yogurt? mi mancano troppi ingredienti.. Qualcosa di salato? mm, mi serve una coccola dolce. Mi ritrovo così a navigare sul web alla ricerca di qualche indizio, finché approdata sul sito di Cranberry, vengo totalmente rapita dal suo pan brioche. Seduta davanti ad un monitor sentivo il profumo di quella tenera treccia dolce.
Leggo meticolosamente la ricetta, sorrido alla vista di un’irrisoria quantità di lievito (il mio rapporto con i lievitati dolci è in crisi da qualche tempo), come ingredienti più o meno ci siamo (mi manca la vaniglia, ma ho i fior d’arancio, è finita la farina 0… so che non si fa, ma che 00 sia!)

Un ultimo appunto: ovviamente io di planetaria son sprovvista!

Ingredienti:
450 gr di farina 00 (se l’avete meglio la 0)
2 uova
10 gr di lievito di birra
30 g di zucchero di canna
60 gr di burro a temperatura ambiente
100 g di latte
1 pizzico di sale
200 g di yogurt bianco intero
fiori d’arancio

Per spennellare:
1 tuorlo + 1 cucchiaio di latte
granella di zucchero

Preparazione
Riscaldate leggermente il latte e sciogliervi il lievito di birra. Versate la farina sul piano di lavoro e mettetevi al centro lo yogurt, lo zucchero, un pizzico di sale e le uova. Cominciate ad amalgamare gli ingredienti con un po’ di farina, ed aggiungete poi il latte mescolato con il lievito. Continua a leggere

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Strudel di Pere e Cioccolato

 

IMG_08253Ricettina lesta lesta per chi come me ha pochissimo tempo! Mi sono ritrovata con un sacco di pere a casa, e poiché mia sorella ed io siamo le sole a mangiarle, stavano in fretta appassendo.Così ho trovato in frigorifero un rotolo di pasta sfoglia e voilà! Strudel di pere e cioccolato: gustosissimo!

Ingredienti:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia già pronto
  • 3 pere belle mature tagliate a tocchi grossi
  • 100 gr di cioccolato fondente sminuzzato con un coltello
  • 1 biscotto sbriciolato
  • miele e/o zucchero quanto basta

Procedimento:
Aprire il rotolo della pasta sfoglia tenendolo carta forno in dotazione. Mettete il lato più stretto di fronte a voi e ponete la polvere di biscotto in mezzo all’impasto, in senso verticale facendo in modo che i margini a destra e sinistra siano sufficienti a richiudere il tutto. Ricoprite ora con le pere, e la cioccolata a pezzetti. Spolverate con lo zucchero semolate e una spalmata di miele qua e là e richiudete il tutto. Se volete potete farlo in modo tradizionale arrotolando la pasta (che poi, strudel significa vortice), altrimenti a treccia come ho fatto io!

Cuocete in forno preriscaldato a 180° (se ventilato 170°) finché la vostra pasta sfoglia non sarà bella dorata!

Ps:
Nel corso della cottura le pere rilasceranno il loro succo: se avete voglia potete utilizzarlo per bagnare la superficie del vostro strudel, che così sarà croccantino e super saporito!

 

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La Sacher di Knam

sachert

Ecco la torta dell’estate.. della mia estate! Sì perché anche se la Sacher potrebbe apparire agli occhi dei più un dolce adatto alle fredde giornate invernali, a casa mia non va mai in vacanza, e nei mesi di più caldi dell’anno si prepara circa tre volte 🙂 il motivo? È il mese dei compleanni!

Chi prepara la Sacher si divide grossomodo in due gruppi:
(1) Coloro che utilizzano la vera ricetta della Sacher, di lunga, lunghissima, infinita preparazione
(2) Coloro che, tanto il sapore è uguale, e preparano una torta al cioccolato con uno strato di confettura di albicocche

Ed i due gruppi non vanno proprio d’accordo, un po’ come i quantitativi e i qualitativi. Tutti ad affermare che esiste il compromesso, che le migliori riuscite sono quelle che utilizzano tecniche adeguate per maneggiare gli ingredienti (oggetto di studio) ed in base a quello che si vuole cercare di ottenere (indagare). Ma sono bugie! Resta un’incomunicabilità di sfondo, e magari qualcuno ci prova pure a sfumare quel leggero e vecchio confine, ma appunto è il confine dei dinosauri.
Ecco, io di solito faccio parte del secondo gruppo (per la sacher): per carità non il solito pandispagna al cioccolato ho una ricetta apposita, però ammetto che non è quella vera, e non perché non mi sia piaciuta l’altra, solo perché non l’avevo mai provata!
Quindi? Quindi nulla…per per esser sicuri che il proprio approccio sia quello giusto, bisogna provare anche quello che si sta rifiutando (non solo per la sacher), quindi mi sono messa alla prova con la vera ricetta, quella lunga… lunghissima… infinita.
Ebbene, quale occasione migliore se non quella del 18° compleanno di Elena? Questa volta mi sono impegnata un po’ di più e ho utilizzato la ricetta del Re del cioccolato: Ernst Kanm! E chi di voi non conosce il teutonico (sia di origini che di fatto) pasticcere? Continua a leggere